Il suo soggetto preferito è il proprio corpo trasfigurato e riadattato alla luce della storia dell’arte figurativa, la sua posizione artistica è, invece, quella di creare continuamente dei ponti fra realtà e sogno dando origine a dei soggetti bizzarri e fantastici. Nella serie “dolls”, il corpo delle bambole viene trasformato in feticcio, riconoscibile solo dalle svariate acconciature punk e da alcuni oggetti del mondo femminile.
Mi viene da pensare al mondo arcaico, quando l’uomo affidò alle maschere il giusto rapporto tra il visibile e l’invisibile, il ruolo di guide e mediatori nel rischioso combattimento contro le potenze minacciose che popolavano l’universo. La leggerezza, giunge allora come speranza di trasformare quel che è pietrificato in qualcosa di nuovo e di vivo.
Le “bambole” di Maria Luisa, si riconoscono nell’esperienza del dolore e della scissione, divenendo esse stesse “maschere viventi” in cui l’umanità può ritrovarsi e rinascere. Medusa, per esempio, era un essere tremendo e pericoloso, ma, in qualche modo, anche una creatura deteriorabile, fragile. La leggerezza, giunge allora come speranza di trasformare quel che è pietrificato in qualcosa di nuovo e di vivo.
Dores Sacquegna

